Associazione Ex Allievi

L'IDEA

L'Associazione (anch'essa ha una sua storia) fu concepita in una notte stellata di luglio, sul lungomare di S. Benedetto del Tronto, dove stavano passeggiando uomini dall'aspetto non più giovanile, ma dal comportamento stranamente gioviale: quasi di studenti, in festa per la promozione di fine-corso.
Erano, invece, i «ragazzi» che s'erano diplomati all'Istituto «Ulpiani» di Ascoli nel 1942 e che avevano voluto ritrovarsi a cena, a venticinque anni da quel luglio lontano, di cui ciascuno riviveva ancora tutte le preoccu­pazioni e le emozioni.
C'era la guerra, allora. Qualcuno era militare da qualche mese e ripartì subito dopo le prove orali, per rientrare al Reggi­mento. Molti, perciò, avevano fatto già l'esperienza della «naia». Alcuni avrebbero acquisito di lì a poco quella della «zona d'operazioni» in Russia o in Africa Setten­trionale e gli altri quella della guerra civile. E tutti, infine, negli anni immediatamente successivi, avrebbero acquisito le diverse esperienze della vita, quelle che sono un ar­ricchimento solo per alcuni aspetti, quelle che ti cambiano dentro profondamente... e non sempre in meglio; almeno per quanto riguarda la schiettezza, la generosità e gli en­tusiasmi, di cui l'età e le amarezze — e gli egoismi degli altri, anche — ti impoveriscono poi via via, inesorabilmente.
Così, gli anni trascorsi da quel giorno sembravano a ciascuno tanti, tanti di più.
Ecco perché, specie fra coloro che non avevano avuto mai l'occasione di rivedersi, l'abbraccio fu così carico di emozione e di commozione.
I discorsi che — fra un bicchiere e l'altro — animarono tutta la cena erano, ovviamente, scontati. Il tono dominante era quello della continua rievocazione, in una se­quela anche stucchevole di «non ti ricordi di...»: di quando, durante l'intervallo delle 11, la sola apparizione (sempre fugace e lontana) del Preside Simoncini sullo sfondo della vetrata paralizzava come d'incanto quel movimento e quel chiasso che riempivano il lunghissimo corridoio centrale; e di quando il Prof. Voltattorni prometteva che avrebbe fatto pubblicare le cose maldestramente dette da qualcuno di noi all'interrogazione di Patologia Vegetale, perché — assicurava — erano «tesi» che in tutto il mondo scientifico avrebbero fatto scalpore; e di quando il rude «capo» Brasini s'accorgeva che — durante un'esercitazione di potatura — si stava «assassinando» una vite o, peggio ancora, un olivo e tirava fuori i vocaboli più espressivi di quel suo dialetto romagnolo, che tanto simpaticamente lo caratterizzava.
L'incontro di S. Benedetto, che sin qui di «storico» non avrebbe contenuto altro che un brodetto di pesce ed un vino bianco «Falerio» davvero indimenticabili, si concluse in una maniera che nessuno aveva previsto.
Giunto il momento di salutarsi, qual­cuno cominciò col dire ch'era stata proprio una bella idea quella di ricercarsi ed altri avanzò la proposta di ritrovarsi ogni tanto, almeno ogni anno. Allora, ci fu chi pensò di allargare iniziative del genere ai colleghi degli altri corsi e cioè a tutti gli ex allievi dell'«Ulpiani».
Così nacque l'idea di fondare l'Asso­ciazione: da una «rimpatriata», che avrebbe dovuto servire per passare una sera d'estate con i compagni di scuola e che fu invece per ognuno quasi una riscoperta di sé stesso per essersi sentito così stranamente felice — pur sotto un velo di nostalgia — per aver colto occasione da quell'incontro di voltarsi indietro, di tornare a ritroso nel tempo, a quando si era più spensierati e più vulnerabili, forse — sotto certi versi — intimamente migliori.
 

LA PRIMA ASSEMBLEA

Nei mesi seguenti, si approntò uno schema di statuto e si compose — con il Pre­side Dì Matteo e con la Segretaria Gianna Angelini — lo schedario dei licenziati e quindi si organizzò la «assemblea costituente», ch'ebbe luogo — naturalmente — presso l'Istituto.
Fu, questa, un'altra «rimpatriata» me­morabile. V'erano di quelli che non s'erano più rivisti da mezzo secolo!
Gli onori di casa furono fatti da 2 ex Allievi: da Pippo Formentini, che era il Presidente del Consiglio di Amministrazione della Scuola e da Costante Di Matteo che era divenuto Preside.
Checchino Cocci espose i motivi dell'iniziativa, lesse lo Statuto e ne illustrò i contenuti e lo «Spirito del legislatore» che li aveva ispirati.
L'Assemblea, con una partecipazione piena e vivace, approvò lo Statuto e votò per la elezione del primo Consiglio Direttivo. Al termine dei lavori, nel refettorio del Convitto annesso, ebbe luogo il pranzo sociale. Era il 29 Settembre del 1967.

Fondazione dell'Associazione - 29 settembre 1967 
In prima fila da sinistra a destra:
Checchino Cocci, Emidio Massi, Giuseppe Formentini, Gianna Angelini, Preside Costante Di Matteo, Arduino Felicetti, Nazzareno Baiocchi, Pietro Mecozzi con la Sig.ra Liliana, Dante Remia,  e subito dietro i proff. Gino Calcinaro e Benito Di Lorenzo, e tanti altri Ex-Allievi